CREA - Centro di Ricerca e Ambulatori

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05/10/2011

UNA ‘STRATEGIA’ EUROPEA PER I DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ

Da stime recenti emerge che in Europa un individuo su sei, ovvero circa 80 milioni di persone, presenta una forma di disabilità o un problema cronico di salute.
L'Unione Europea (UE) si sta impegnando da tempo a migliorare la situazione sociale ed economica delle Persone con Disabilità (PcD) affinché possano esercitare il diritto a vivere con dignità e in modo indipendente, ricevere una parità di trattamento rispetto al resto della popolazione ed assumere un ruolo pieno e attivo nella comunità. La Carta dei diritti fondamentali dell’UE, il trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE) e la Convenizone legistrativa ONU sui diritti delle PcD, sono già in atto per assicurare alle PcD di non essere discriminate e altre proposte sono in fase di valutazione per estenderne la tutela dell’uguaglianza e della libertà.
Nonostante i loro diritti siano sanciti da entrambe le legislazioni comunitaria e nazionale, molte PcD incontrano ancora difficoltà nella vita quotidiana. Essi sono in media più poveri e più emarginati della maggior parte degli altri cittadini europei e hanno maggiori probabilità di essere disoccupati e fare i conti con un accesso limitato a beni e servizi come istruzione, sanità, trasporti, edilizia e tecnologia.
Nel tentativo di cambiare questa situazione e permettere alle PcD di godere a pieno dei loro  diritti come cittadini, il 15 Novembre 2010 la Commissione degli Stati Membri ha prodotto una nuova Strategia Europea sulla Disabilità valida per gli anni dal 2010 al 2020. Questa è incentrata sull’eliminazione delle barriere e stabilisce otto ambiti d'azione principali: partecipazione, uguaglianza, occupazione, istruzione, formazione, protezione sociale, salute e azioni esterne. L’obiettivo è incrementare l'accessibilità ai beni, ai servizi e alle infrastrutture pubbliche attraverso lo sviluppo di standard di accessibilità e potenziando il ricorso agli appalti pubblici per l’acquisto e la costruzione di strutture adeguate incluse stazioni ferroviarie ed edifici comunali. Una delle finalità dell’UE è migliorare la partecipazione delle PcD alla vita politica mediante una modifica degli strumenti per la votazione e del materiale per la campagna elettorale in modo che sia più accessibile attraverso, ad esempio, un aumento dell'uso della lingua dei segni e Braille. Un altro aspetto importante è l’impegno per garantire il diritto alla libera circolazione e quello di scegliere dove e come vivere. Ad esempio, attualmente una PcD che si stabilisce in un altro paese dell'UE può perdere i benefici di determinate prestazioni nazionali, ad esempio i trasporti pubblici gratuiti o a tariffe ridotte.
Il quadro d’azione delineato nella strategia prevede che il Fondo Sociale Europeo e altri strumenti di finanziamento mantengano il loro impegno per sostenere progetti per le PcD, e gli Stati membri lavorino per mettere a punto politiche di istruzione e formazione per soddisfare le esigenze di istruzione e lavoro dei giovani con disabilità attraverso la nuova iniziativa 'Youth on the Move' (gioventù in movimento).
La Commissione Europea ha istituito il Premio Accessibilità per onorare le città europee che modificano i loro ambienti urbani al fine di offrire maggiori opportunità per le PcD. La città spagnola di Avila è stata nominata per prima vincitrice di questo premio. I giudici sono rimasti impressionati dal modo in cui un centro medievale come Avila ha migliorato l'accesso agli edifici pubblici, sviluppato strutture turistiche accessibili e incrementato le opportunità di lavoro per le PcD. Il premio è stato annunciato in occasione della "Giornata Europea della Conferenza per le Persone con Disabilità", svoltasi a Bruxelles il 2 dicembre 2010.
La piena partecipazione delle persone disabili alla società e all'economia è fondamentale se l'UE vuole garantire una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva per favorire la creazione di una società che coinvolge tutti i cittadini e stimola l'innovazione e l’economia.

Per consultare il documento integrale:
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2010:0636:FIN:IT:PDF
 



Micaela Piva Merli